2018 09 29 juventusnapoli 3 1

JUVENTUS-NAPOLI 3-1
RETI: Mertens 10' pt, Mandzukic 26' pt e 4' st, Bonucci 31' st

JUVENTUS
Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can (17' st Bentancur), Pjanic, Matuidi; Dybala (19' st Bernardeschi), Mandzukic (39' st Cuadrado), Ronaldo
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Benatia, Barzagli, Rugani, Kean
Allenatore: Allegri

NAPOLI
Ospina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Hamsik (25' st Ruiz), Zielinski (16' st Malcuit); Mertens (16' st Milik), Insigne
A disposizione: Karnezis, D'Andrea, Maksimovic, Luperto, Rog, Diawara, Verdi, Ounas
Allenatore: Ancelotti

ARBITRO: Banti
ASSISTENTI: Manganelli, Vuoto
QUARTO UFFICIALE: Di Bello
VAR: Fabbri, Giallatini

AMMONITI: 24' pt Mario Rui, 40' pt Koulibaly, 10' st Hysai, 13' st Mario Rui, 15' st Bonucci, 15' st Insigne, 24' st Cancelo, 40' st Alex Sandro
ESPULSI: 13' st Mario Rui

 

Chissà cos'è passato per la testa dei bianconeri nei primi dieci minuti della sfida contro il Napoli. Per quel breve lasso di tempo, sufficiente comunque a Mertens per portare in vantaggio i suoi, gli uomini di Allegri sono irriconoscibili ed è forse un bene andare sotto di un gol. Perché da quel momento in avanti, la Juve, e con essa la partita, cambia volto. Ronaldo si carica la squadra sulle spalle, Mandzukic colpisce da centravanti di razza e Bonucci chiude una gara che vale sei punti di vantaggio in classifica e un bello scossone alle ambizioni di rimonta di qualsiasi avversario.
Eppure l'inizio non fa ben sperare: l'approccio timido, quasi timoroso dei bianconeri finisce per consentire al Napoli, appena più convinto, di prendere il comando delle operazioni, di arrivare a centrare il palo con il rasoterra di Zielinski di passare già al 10': un errore di Bonucci in fase di impostazione regala palla ad Allan, che raccoglie sulla tre quarti e serve Callejon che, invece di cercare la conclusione, appoggia a Mertens libero a centro area. A quel punto, toccare in porta e sbloccare il risultato è un gioco da ragazzi.
L'atteggiamento iniziale dei bianconeri è inspiegabile, ma cambia in fretta. E dopo qualche spunto isolato di Ronaldo, il primo a suonare la carica, la Juve si decide a scendere in campo. Senza forzare, ma con una convinzione sempre crescente, i bianconeri ribaltano gli equilibri in campo, aumentano l'intensità del pressing e alzano il baricentro. Così, il pareggio di Mandzukic al 26' appare come una naturale evoluzione di quanto accade in campo, anche se per arrivarci occorre il piede fatato di Ronaldo che pennella dalla sinistra un traversone perfetto per la testa del croato.
È completamente un'altra partita. Ora in campo c'è davvero solo la Juve, che va vicinissima al raddoppio grazie a una sventola di Ronaldo su punizione che Ospina non trattiene, ma che né Emre Can, né Pjanic riescono a correggere in rete. Il Napoli si rivede solo nel finale di tempo con un destro di Mario Rui alto sopra l'incrocio, mentre il resto è un monologo bianconero, che non produce quanto meriterebbe solo per l'attenzione con cui gli ospiti difendono e per qualche errore di mira.
E se la mira si aggiusta... 4' minuto della ripresa: Dybala si inventa una cavalcata di quaranta metri con tanto di due contrasti vinti, il pallone arriva a Ronaldo, che si accentra, scarica il destro dal limite e centra il palo, quindi ecco Mario Mandzukic, al posto giusto, nel momento giusto, per correggere in rete e firmare la doppietta.
Il Napoli è squadra fiera e reagisce alzando il pressing e la velocità delle giocate e Insigne arriva a impegnare Szczesny con una conclusione a giro, ma aumenta, in maniera eccessiva, anche l'aggressività e così quando Mario Rui, già ammonito nel primo tempo, entra con il piede a martello sullo stinco di Dybala. Rimedia il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Ancelotti richiama Mertens e Zielinski, inserendo Milik e Malcuit, e Allegri risponde con Bentancur e Bernardeschi al posto di Emre Can e Dybala.
Gli ospiti non mollano e Szczesny è bravissimo a respingere il tentativo di Callejon, liberato a centro area da Milik. Avere un'occasione contro questa Juve e non sfruttarla però è pericoloso, perché si rischia di scatenarne la reazione. E infatti i bianconeri riprendono subito il pallino del gioco, addormentano il ritmo, guadagnano metri di campo e arrivano a ottenere il calcio d'angolo decisivo che Pjanic batte, Ronaldo corregge di testa e Bonucci rifinisce in rete in scivolata.
Il punteggio potrebbe assumere anche dimensioni più ampie se Ronaldo, liberato da Bernardeschi, non venisse fermato dall'uscita di Ospina e poi calciasse sull'esterno della rete un invitante pallone servitogli da Mandzukic. Il portoghese meriterebbe il gol, eccome, ma il mattatore della serata è il croato, che, a cinque minuti dal termine, esce tra gli applausi lasciando il posto a Cuadrado. Applausi che continuano al fischio finale, e sono sacrosanti, per tutta la squadra, sempre più convincente. Sempre più forte. Sempre più prima.

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