2019 03 09 juventusudinese 4 1

JUVENTUS-UDINESE 4-1
RETI: Kean 11' e 39' pt, Emre Can 22' st, Matuidi 26' st, Lasagna 40' st

JUVENTUS
Szczesny; Caceres, Barzagli (25' pt Bonucci), Rugani; Spinazzola, Emre Can, Bentancur, Matuidi (27' st Dybala), Alex Sandro; Bernardeschi, Kean (35' st Nicolussi Caviglia)
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Chellini, Kastanos, Mavididi, Ronaldo, Mandzukic
Allenatore: Allegri

UDINESE
Musso; De Maio, Ekong, Nuytinck (26' pt Opoku); Ter Avest (17' st Sandro), Fofana,Wilmot (1' st Lasagna), Larsen, Zeegelaar; Pussetto, De Paul
A disposizione: Nicolas, Perisan, Ingelsson, Micin, Bocin, Okaka
Allenatore: Nicola

ARBITRO: Chiffi
ASSISTENTI: Vivenzi, Liberti
QUARTO UFFICIALE: Pillitteri
VAR: Pasqua, Tolfo
AMMONITI: 27' pt Larsen, 5' st Pussetto, 8' st Opoku

 

Un Kean incontenibile e una Juve tonica e pimpante superano agevolmente l'Udinese, con un ampio 4-1 e con una supremazia mai in discussione. Il mattatore della serata è la giovane punta, che non solo segna una doppietta e si procura il rigore poi trasformato da Emre Can, ma delizia lo stadio con la freschezza e la classe delle sue giocate.
L'ampio turnover in vista dell'Atletico è doveroso, a non toglie incisività alla squadra di Allegri che, oltre agli squalificati Pjanic e Cancelo, rinuncia a Bonucci, Chiellini, Mandzukic, Dybala e Ronaldo. Il modulo è un 4-4-2, in cui rientra Barzagli al fianco di Rugani, mentre Spinazzola agisce sulla corsia di destra e avanza spesso fino alla linea d'attacco composta da Kean e Bernardeschi.
La pressione della Juve è subito consistente e già al 5' Rugani ha il pallone del vantaggio sul destro, ma calcia alto non centrando la porta, lasciata incustodita dall'uscita non perfetta di Musso sugli sviluppi di un corner. Altrettanti giri di orologio e i bianconeri passano, grazie alla sgroppata di Alex Sandro che intercetta a metà campo un pallone indirizzato a Ter Avest, mette il turbo e disegna un traversone rasoterra perfetto per l'inserimento di Kean che, alla sua prima gara da titolare in A con la Juve, infila il vantaggio.
Al 25' Barzagli è nuovamente costretto a fermarsi e al suo posto entra Bonucci, ma intanto la partita procede in una sola metà campo. L'Udinese non fa nulla per togliere l'iniziativa agli avversari e si limita a chiudersi a protezione dell'area. Intanto Kean continua il suo show personale, a base di dribbling, accelerazioni e... gol: al 39' ruba palla sulla tre quarti, punta l'area e, quando si trova davanti Wilmot lo beffa con un doppio passo e un colpo da calcio a cinque, infilando di punta tra palo e portiere.
Appena rientrata in campo dopo l'intervallo, la Juve potrebbe fare il tris, perché sul cross di Bentancur Musso esce dai pali per anticipare Kean e Matuidi e respinge il pallone sul sinistro di Bernardeschi, che colpisce al volo, ma non centra la porta sguarnita. I bianconeri giocano sul velluto, pur rallentando il ritmo rimangono in pieno controllo del gioco e colpiscono ancora. Il protagonista, tanto per cambiare è Kean, che ingaggia un duello in velocità con Opoku, arrivando fino in area, superando l'avversario e venendo steso. È rigore, confermato anche dopo il silent check del VAR, ed Emre Can cala il tris dal dischetto. L'Udinese è ancora più scoraggiata e quando la difesa lascia solo in area Matuidi, libero di schiacciare di testa il traversone di Bentancur, deve incassare anche il poker. Subito dopo il francese lascia il posto a Dybala, mentre poco dopo Kean esce tra gli applausi per permettere l'esordio in A di Nicolussi Caviglia.
Il gol di Lasagna al 40', un bel diagonale rasoterra, non smorza l'entusiasmo dello Stadium, che canta “chi non salta non ci crede”, chiaro riferimento alla possibilità di rimontare l'Atletico martedì sera. Certo, non può essere questa partita a fornire prove in vista della Champions, troppo netto il divario tra bianconeri e friulani. Intanto però questa sera lascia due indizi importanti: la condizione della Juve è in netta crescita, come Allegri aveva previsto, e il pessimismo cosmico che aveva pervaso il popolo bianconero dopo la gara di Madrid è alle spalle. Questa sera allo stadio si respiravano voglia, convinzione, fiducia. E sono queste le basi sulle quali si costruiscono le imprese.

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23 Maggio 2019

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